Il Ceppo: la storia della pipa marchigiana

Il Ceppo: la storia della pipa marchigiana
Alcune pipe, di gran qualità, con il marchio Il Ceppo si trovano in commercio già nel lontano 1970, ma sono quasi sconosciute al grande pubblico o sul mercato internazionale.
Nel 1978, l'architetto appassionato di pipe Giorgio Imperatore, insieme alla sorella, acquisisce la ditta Il Ceppo, e comincia a far conoscere il marchio in tutto il mondo.
Nel pesarese, il marchio Il Ceppo conserva intatta la sua indipendenza stilistica rispetto all'antica scuola piparia del territorio marchigiano, sviluppando la propria personale linea di produzione. Le pipe de Il Ceppo hanno, infatti, linee molto classiche e curve, una buona qualità della fumata e prezzi assolutamente competitivi.
Giorgio Imperatore fu alla guida dell'azienda fino al 1995, quando il cognato Franco Rossi acquistò la manifattura.
Rossi rimane fedele alla linea produttiva del marchio, lasciando inalterati il design tradizionale, l'eccellente qualità e i prezzi contenuti.
Oggi Il Ceppo, grazie a Franco Rossi e sua sorella, produce 1500 pipe all'anno per il mercato nazionale e internazionale, soprattutto negli Stati Uniti, dove Il Ceppo è una marca molto rinomata e richiesta.
Il Ceppo: le caratteristiche delle pipe del marchio
Il nome del marchio, Il Ceppo, fa riferimento all'origine delle pipe in radica, facendo fede alla tradizione di alcuni pipai storici italiani di non dare il proprio nome alle pipe.
Le pipe del marchio hanno uno stile riconoscibile alla scuola marchigiana, ma hanno anche elementi personali introdotti da Rossi, che le rendono uniche, grazie soprattutto alle particolari teste sfaccettate, raramente riscontrabili in altre pipe italiane.
Le pipe sono realizzate completamente a mano, in radica italiana, ad eccezione di alcuni piccoli passaggi che necessitano l'aiuto dei macchinari per ottenere risultati perfetti. La lavorazione è sempre accuratissima, nonostante i prezzi molto bassi di ogni pipa.
La radica utilizzata per la lavorazione viene fatta riposare e stagionare per un minimo di due anni.